Condivido alcune riflessioni tratte dalla mia meditazione di quest'oggi su un testo della letteratura sapienziale che mi piace particolarmente: si tratta di un breve brano del Libro di Giobbe!
Sì, proprio il libro del "giusto" provato da tanto dolore!
Giobbe è quella specie di "modello di laboratorio" (C. M. Martini, Incontro al Signore risorto, BUC, Milano 2012) che dipinge l'uomo giusto, "integro e retto" che temeva Dio ed è alieno al male (Giobbe, Gb 1,1-3). La sua giustizia era ricompensata dalla "benedizione" materiale: Giobbe, si legge al capitolo primo del Libro, aveva molti figli e molti averi.
MA, ed ecco che nella vita di Giobbe, come in quella di ognuno di noi, entrano, prima o poi, i "ma" che la rendono, non più dolce, ma agrodolce. Giobbe viene provato, prima nei suoi beni, poi nei suoi affetti più cari (gli muoiono tutti i figli), infine, la sofferenza tocca la sua carne, una piaga maligna lo infesta da capo a piede.
Sorprendentemente, Giobbe risponde così:
"Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!" (Gb 1,20-21);
"Se da Dio accettiamo il bene, perchè non dovremmo accettare anche il male?" (Gb 2, 9-10).
Quanti di noi riusciremmo, nella prova più terribile della vita, a rispondere così? Io stesso non saprei rispondere!
Tutto questo libro sapienziale presenta una posta in gioco: la domanda irriverente, la scommessa rivolta all'uomo, ad ogni uomo, a me e a te: "esiste o non esiste la gratuità nell'azione umana? esiste o non esiste la libertà, quella che si gioca per se stessa e non per un calcolo vile e sottile? non è forse vero che tutto ciò che avviene nell'uomo, anche nei suoi sentimenti più profondi, è frutto di un calcolo, di un tornaconto, di una speranza di ricevere, di un "do ut des"?" (C. M. Martini, ..., p. 226-227).
Anche se nel fondo noi uomini non ci fidiamo nè di noi stessi, Cristo si fida di noi, vuole fidarsi della nostra pochezza, della nostra fragilità; ci ama per ciò che siamo e vuol far risorgere la miseria che portiamo dentro, per convertirla e trasformarla in oro finissimo! con a sua Grazia tutto è possibile, sempre!
Dal breviario di oggi (ora media, nona): "Felice l'uomo che è corretto da Dio"..."Trattami, o Dio, secondo il tuo amore, insegnami i tuoi comandamenti". AMEN.
"Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini per sempre manterrei la stessa fiducia, poichè so che questa moltitudine di offese non è che goccia d'acqua in un braciere ardente... O se potessi aver un cuore ardente d'amore che resti il mio sostegno, non m'abbandoni mai che ami tutto in me persino la mia debolezza, e non mi lasci mai nè il giorno, nè la notte" - Santa Teresa di Lisieux
martedì 24 settembre 2013
Dio fa la piaga e la fascia, ferisce e la sua mano risana!
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